L'Associazione Form.Ami partecipa al Progetto SAFE - Rete per l'inclusione e la salute che coinvolge 24 partner tra il Trentino e la Sicilia. Un processo di 18 mesi per attuare strategie e realizzare progetti che sensibilizzino sul tema della povertà sanitaria e dell'inclusione lavorativa.

Un progetto, nato grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro, che ha il compito di coordinare l'attività di realtà presenti in modo capillare su tutto il territorio italiano. Realtà esperte, competenti, attive da anni per rispondere in maniera puntuale ai bisogni crescenti dei soggetti deboli sul nostro territorio.  

"L'associazione Form.Ami è impegnata da anni sul fronte della formazione e dell'inserimento lavorativo in un territorio, quello pugliese e in particolare salentino, afflitto dalla disoccupazione" dice il presidente Donato Parisi. "Abbiamo ritenuto per questo importante aderire al progetto nazionale Safe, per intervenire in maniera ancor più efficace a beneficio di tutta la comunità".

Sono tre i progetti con cui Form.Ami aderisce a Safe:

LGS, Lavoro Giustizia Salute - Nessuno è scarto

PUOI - Protezione unita a obiettivo integrazione

Garanzia Giovani

 

Per ognuno di questi tre progetti, raccontiamo l'esperienza formativa e/o lavorativa di tre giovani di nazionalità diverse che vivono nel territorio del Capo di Leuca:

Otilia Lefter, romena che sta terminando quattro mesi di tirocinio formativo nell'ambito del progetto LGS, in collaborazione con Caritas Diocesana Ugento Santa Maria di Leuca, finanziato con i fondi dell'Otto per Mille 2021.

Fayssal Mohammad Kylleh, siriano, che dopo un tirocinio formativo presso un'azienda di autoriparazione di Corsano, è stato assunto e lavora ormai stabilmente. 

Federico Stefanelli, salentino che, dopo un tirocinio di sei mesi in una piccola azienda di produzione di tendaggi, oggi ha un contratto di tre anni come apprendista con la speranza di riuscire ad ottenere anche lui, al termine, un rapporto di lavoro stabile. 

 

Per conoscere le loro storie clicca su questo link Safe - FormAmi - Storie di giovani lavoratori

 

 SAFE in inglese significa SICURO, PROTETTO, AFFIDABILE

Descrive uno "stare bene" in relazione con gli altri, non da solo.

Il logo del progetto è una firma, semplice, autografa che chiunque può imparare a fare. Questo simbolo vuole significare che tutte le persone e gli enti partner del progetto si impegnano a testimoniare questa appartenenza reciproca, offrendo spazi accoglienti, cure, beni necessario ma anche e soprattutto tempo, ascolto, sorrisi e risposte ai problemi. 

Così Safe diventa una rete, spazio di confronto e di incontro dove ognuno ha qualcosa da dire, una storia da raccontare, un aiuto da donare: l'operatore come il volontario, l'ospite come il cuoco, il direttore come il senzatetto. Un gioco delle parti in cui non esiste chi salva e chi è salvato, perché siamo tutti sulla stessa barca.

Hanno aderito al progetto enti nazionali e locali, in un'ottica di sussidiarietà circolare, tra i quali: Banco Farmaceutico, Acli - Sta, Caritas Italiana. Ente capofila è Caritas di Rimini. "Un grande onore per noi - racconta Mario Galasso, direttore della Caritas di Rimini - "Con Safe abbiamo una grandissima opportunità: ampliare le nostre competenze per servire al meglio le persone che si rivolgono a noi". 

 

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